Tema: Quando lui verrà
Gv 14,26; 16,13
Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Commento
In questi due versetti lo Spirito è presentato come una persona, grazie alle azioni che gli sono riconosciute e non come una forza.
L’insegnamento dello Spirito, come Gesù, non rivela qualcosa di proprio ma l’amore del Padre; consiste nell’interpretazione autentica e piena delle Scritture e si rivolge, penetrando nel cuore di ogni fedele, a tutta la comunità e non solo ai ministri.
La verità di cui parla l’evangelista non è quella di cui possiamo parlare noi nelle questioni di ogni giorno, ma si riferisce alla rivelazione piena dell’amore di Dio, resa visibile dall’insegnamento, dalla vita e dalla resurrezione di Gesù.
Lo Spirito continua allora ogni giorno a svelare l’amore di Dio e i modi con cui si può amare nel quotidiano.
L’insegnamento dello Spirito è memoria del passato, ma nel senso di un ricordo attivo, e ci fa comprendere in modo più vero e alla luce della resurrezione tutto ciò che Gesù ha detto e operato.
Un esempio può chiarire: l’espressione Gesù “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” (Gv 2,19), è compresa dai discepoli solo dopo la resurrezione, nella pienezza della rivelazione dell’amore del Padre.
Per questo motivo la memoria dà radici alla fede e ogni volta che meditiamo le Scritture lo Spirito ci aiuta a cogliere ciò che ci riguarda e ci interpella, tanto da spingerci all’azione.
L’insegnamento dello Spirito è anche lo sviluppo del presente: è solo grazie allo Spirito che ogni uomo, nel particolare contesto culturale in cui vive, può comprendere come Gesù è liberatore e salvatore di tutti e può mettere a frutto i propri talenti.
Infine lo Spirito ci offre una visione della realtà nella prospettiva della vita piena e ci conduce alla pienezza. La conseguenza di questa azione dello Spirito è la comprensione del valore relativo delle cose che fanno parte della nostra vita, degli affetti, delle gioie, delle ferite, che sono solo transitorie e non assolute. Proprio in questi passaggi, grazie allo Spirito, possiamo comprendere come abbiamo solo sfiorato ciò che è realmente assoluto.
Leggere allora il presente alla luce della vita piena significa fare spazio alla vita dello Spirito e alla vita del Risorto.